Pet therapy anziani, la terapia migliore

" Esistono numerosi studi circa gli effetti benefici della pet therapy sugli anziani, la migliore terapia in assoluto per guarire dalla depressione e dalla solitudine. "

Data: 3/4/18 | Vista: 319

Pet therapy anziani, la terapia migliore

Pet therapy anziani, un'amicizia che fa stare bene

I primi studi circa i benefici della pet therapy sono stati illustrati già nel 1984 dallo psicologo C.M. Brickel e da allora ci sono state continue conferme non solo in relazione all'ambito geriatrico, ma esteso a tutte le età e a diverse patologie della sfera socio-psicologica e strettamente fisica.

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Lo studio principale sulla pet therapy

Nel 1984, lo psicologo C.M. Brickel volle dimostrare l'importanza dei benefici degli animali su soggetti affetti da depressione. Lo studio fu articolato su pazienti con problemi di depressione di età compresa fra i 45 e gli 84 anni. Tale insieme fu diviso in tre gruppi: il primo avrebbe seguito una terapia classica per la depressione; il secondo gruppo avrebbe avuto un cane addestrato; il terzo gruppo non avrebbe seguito nessun tipo di terapia. 

Al termine dello studio, i risultati rivelarono che i pazienti che avevano seguito la pet therapy avevano avuto interessanti risultati, con un miglioramento del comportamento e una maggiore interazione con i medici e gli altri partecipanti. 

Da allora, la pet therapy ha compiuto molti passi importanti e, c'è da precisarlo, non solo i cani sono animali “terapeutici”, ma anche gatti, cavalli, conigli, ecc. 

Progetto pet therapy anziani: i benefici

Parlando nello specifico di anziani, la pet therapy prevede numerosi benefici, primo fra tutti quello legato alla possibilità di uscire dall'isolamento sociale in cui spesso i soggetti della terza età si chiudono, condizione che causa gravi disagi fino a sfociare nella depressione. La compagnia di un amico a quattro zampe, le cure e l'impegno da dedicargli, senza contare l'amore incondizionato che ne nasce, sono tutte situazioni che portano a migliorare lo stato di salute generale dell'anziano, obbligandolo, dove possibile, anche ad uno stile di vita più attivo e, di conseguenza, a sentirsi più in forma e più giovane. 

Inoltre, studi medici hanno dimostrato che la pet therapy per gli anziani contribuisce a migliorare lo stato di salute dei soggetti affetti da Alzheimer o demenza senile, in quanto il rapporto che lega l'animale all'anziano è fatto di dinamiche diverse rispetto a quello umano, più basato sulle emozioni e sui gesti. Risultati ottimali si hanno anche circa l'abbassamento della pressione sanguigna e sul rallentamento della frequenza cardiaca: l'anziano è così più calmo e rilassato e, giocando o portando a passeggio l'animale, riesce altresì a rinforzare la muscolatura e dunque ad evitare cadute, nonché tenere a bada la glicemia. 

Gli obiettivi della pet therapy negli anziani

Come abbiamo visto, gli obiettivi della pet therapy sono molteplici e i benefici conclamati sia a livello psicologico-comportamentale, sia a livello fisico. Nella scelta dell'animale giusto per questa terapia alternativa, è bene lasciare che sia l'anziano a definire le sue preferenze e a decidere quale sarà il suo nuovo amico a quattro zampe. Con ottime probabilità, infatti, l'anziano tenderà a scegliere un cane, un gatto o altro animale non cucciolo, ma adulto se non addirittura anziano, così da avere le stesse “affinità” in termini di ritmi. 

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