Malattia di Alzheimer, la ricerca va avanti

" La malattia di Alzheimer è molto comune nella Terza Età. Fortunatamente la ricerca medica prosegue lasciando presagire cure più efficaci. Entra per scoprire le novità! "

Data: 27/5/16 | Vista: 713

Malattia di Alzheimer, la ricerca va avanti

Malattia di Alzheimer, le novità provenienti dalla ricerca

La malattia di Alzheimer è una delle più comuni tra gli anziani; una patologia che colpisce il cervello e provoca la progressiva degenerazione delle facoltà mentali. Tra i principali sintomi di chi ne soffre ci sono i problemi di memoria; man mano che la malattia va avanti l'anziano ha sempre maggior bisogno di assistenza e cure.

Continua a leggere se desideri maggiori informazioni riguardanti questa malattia e se hai bisogno di assistenza per un anziano, la nostra casa di riposo è a tua disposizione. Contattaci adesso: ti risponderemo in pochissimo tempo!

Malattia di Alzheimer, buoni risultati lasciano presagire un nuovo possibile trattamento

La sperimentazione su una possibile cura per la malattia di Alzheimer prosegue: si punta a dar vita a farmaci che possano riuscire a rallentarne il decorso in modo da assicurare a chi ne soffre una migliore qualità della vita. Tra i nuovi farmaci in sperimentazione ve ne è uno che sembra riuscire proprio in questo intento: il solanezumab.

Stando alle più recenti scoperte dei ricercatori tale farmaco sembra riuscire a rallentare il decorso dell'Alzheimer grazie alla sua capacità di intervenire sulle formazioni di amiloide sui neuroni, riducendole. Viene ridotta, con esse, anche l'erosione delle facoltà mentali di chi ne è affetto. A darne notizie è Eric Baclet, direttore generale e presidente di Eli Lilly Italia.

Scoperta una possibile causa scatenante dell'Alzheimer

Oltre alla ricerca di una cura vanno avanti anche le indagini sulle possibili cause di questa malattia degenerativa in modo da poter dar vita a trattamenti che siano anche in grado di prevenirla. Stando ai recenti studi condotti dalla Harvard Medical School a scatenare l'insorgenza dell'Alzheimer potrebbe essere anche un'infezione al cervello.

Man mano che si invecchia, infatti, le pareti dei vasi sanguigni tendono a diventare più fragili e a permettere più facilmente il passaggio di funghi, virus e batteri dal sangue al cervello. Qui, per proteggersi, il cervello darebbe vita a una sorta di rete di proteine chiamate Beta Amiloidi che avrebbero il compito di distruggere i microrganismi patogeni.

Una volta distrutti, però, la rete resterebbe diventando anche il segno distintivo della malattia di Alzheimer. Questo processo per ora è stato osservato soltanto sugli animali: gli studiosi stanno avviando i relativi test anche sugli esseri umani.

La ricerca sull'Alzheimer, quindi, prosegue lasciando presagire nuove prospettive di cura più efficaci. La nostra casa di riposo è a tua disposizione se hai bisogno di assistenza per un anziano! Contattaci subito per maggiori informazioni: ti risponderemo in pochissimo tempo!

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